domenica, 03 maggio 2009, ore 18:53
l'anno cominciato appena nell'ultimo post sta già sguazzando verso il sole. è caduta la neve, sono straripati i fiumi, si è spalmato molto dolore ma adesso ho un cielo nuovo sopra di me e da questo ottavo piano vorrei riuscire a vederlo bene. un qualsiasi sabato, invece di aspettarlo alla stazione, sono salita io in corsa. Ho lasciato la mia terra che stava affondando, ho scansato i saluti, nonostante abbia spudoramente cercato lui nell'alcool e nella distanza. Guardare le cose da lontano serve sempre. Chiudere gli occhi no. Devo ricordarmi di fare attenzione alla differenza. B. si è sparato in bocca a Marrakesh. E noi che stiamo qui a perdere tempo. Da oggi si beve peroni e niente menabrea. E da domani si lavora, di nuovo per la mia terza prima volta. 2009 cosa ci stai facendo?
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mercoledì, 07 gennaio 2009, ore 15:31
Essere la tua principessa metropoltiana per una notte è stato il modo migliore per iniziare questo 2009, che chissà fino a quando tornerà a cercarti (cit.). hai raccolto un fiocco di neve per me dalla scenografia che avevi preparato e mi hai abbracciata in un modo disarmante. la neve prima o poi si scioglierà, io resto sempre un'incognita.
per ora vado a mangiare al ristorante cinese come se fosse normale e mi abituo in fretta a immaginarmi in consuetudini parallele. dovrei ricordarmi più spesso che ciò che è parallelo non si incontra mai. mai, come il cervello con il cuore. apro le finestre alle 4 di notte, resto sospesa e guardo nevicare piano.
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martedì, 30 dicembre 2008, ore 22:33
il modo in cui tu mi manchi
è il modo in cui mi batte il cuore
il modo in cui mi fai paura
è il modo in cui spengo la luce
il modo in cui ti vorrei
è folle come il senso del mondo.
aspettami.
è tempo di tornare a scrivere. buon 2009 a tutti quelli che per caso o per abitudine passeranno di qua.
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martedì, 04 novembre 2008, ore 22:19
stasera è difficile. la pioggia initerrotta da giorni fa fatica a lavare via sere come queste. credevo di ricodarmi tutto. era la notte delle elezioni americane di otto anni fa in cui tu mi hai ricolmato di carezze inaspettate, fino a cedere stanchissimo solo verso mattina, un po' triste e un po' mio. io già dormivo, lontanissima.
era l'halloween prima delle elezioni di quattro anni fa in cui ti ho regalato il primo sorriso che fosse davvero tutto tuo. in una città qualsiasi, dopo una festa qualsiasi. e tu mi hai dato in cambio mille storie blu, quasi disegnate per me. pochi giorni dopo, a quelle elezioni, ho vegliato io per te, tutta fiera della mia indipendenza guadagnata stropicciandola in quattro anni.
credevo di ricordarmi tutto, ma le cose scritte restano meglio. avevo dimenticato di aver usato l'aggettivo perfetto. avevo dimenticato anche solo di aver provato quella sensazione. avevo dimenticato e basta.
sono passati altri quattro anni e l'america vota di nuovo, tu non ci sei più e sarà finalmente la volta buona che vinceranno i democratici. c'è da poco stato un halloween qualunque con una festa qualunque. (quest'ultima frase non è sincera). ho regalato i miei sorrisi e le mie braccia a km infiniti da te, senza pensarti nemmeno per un momento. (questa invece sì). stasera e proprio stasera ho sbattuto per caso in salinas, ti ho pensato senza sorridere e ho iniziato ad aspettare il risultato. sarà davvero il voto del cambiamento. forza obama.
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giovedì, 10 luglio 2008, ore 21:06
non si può piangere sull'amore versato.
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lunedì, 07 luglio 2008, ore 00:19
ogni tanto mi dimentico di quanto le persone possano stare male. un ogni tanto che dura quanto una superficialità ricercata, costruita, squarciata e finalmente ottenuta. i suoi immensi occhi nocciola nei quali è impossibile specchiarsi hanno fatto finta di crederci. d'altronde era la soluzione più semplice ed elegante. dire adesso che mi manca la mia malinconia sarebbe pretenzioso e fatuo. solo voglia di stringersi un po' nelle spalle, mentre le botte allo stomaco accompagnano l'immensa voglia di abbracciarlo e dirgli tranquillo siamo qui noi. (sì, è una citazione). posso respirare per te? sono in grado di filtrare l'aria inquinata. mettimi in controluce e sarò trasparente. io ti sto aspettando davvero.
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domenica, 30 dicembre 2007, ore 14:16
l'anno senza estate se ne va via silenzioso e impotente, nascondendosi tra una nebbia di quelle che era un tempo che non se ne vedeva più. Richiederò il conto per tutto questo, e lo pretendo in sorrisi e strade e sole e pioggia calda. aspetto la sabbia e aspetto me. mi stringo nelle spalle e chino la testa e attendo paziente, un po' spero ma non prego più. Dicono che nella vita tutto torni, ma in tutto questo credo di non volere che lui ritorni. L'amore sprecato è qualcosa che fa male a prescindere, anche nel caso non sia tu a sprecarlo. E questo è il mio eterno ritorno.
ho visto le stelle dell'altro emisfero ed erano tremendamente luminose e distanti. obbiettivi per il 2008: diventare come loro.
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lunedì, 01 ottobre 2007, ore 00:00
che quel giovedì lui abbia scelto di camminare proprio dal mio stesso lato del marciapiede, l'ho trovata una cosa bellissima. un cammino sempre dritto, che finisce senza bisogno di parole stretto stretto in un abbraccio, mentre le comparse della città sfilano accanto e non capiscono. "non morire" "no, sta' tranquillo".
... birra?
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martedì, 18 settembre 2007, ore 13:20
non so se capita anche a te quel pugno allo stomaco quando ci incontriamo per caso. non so se speri di incontrarmi e poi come me,quando mi vedi, non sai più cosa fare e a volte te ne esci con le cose più stupide che nemmeno a 15 anni. non lo so se quando mi vedi sorridere ti senti bene. lo so che questo mio dire non lo so vuol dire no. mi rimbocco la felpa, respiro, faccio finta che vada tutto bene e gioco ancora un po' a fare l'adolescente, che la prossima volta che ti incontrerò per caso ti sorriderò.
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venerdì, 20 luglio 2007, ore 03:21
l'improvvisa mancanza di un senso, anche nell'alcool, anche nel sorridere, anche negli occhi blu di quel ragazzo che una volta ti aveva fatto un cd, anche in un non-arrivo, anche nelle amiche con le gonne e gli occhi grandi, anche nella macchina vuota, anche nelle candele, anche in un abbraccio è semplicemente devastante.
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giovedì, 19 luglio 2007, ore 01:53
le chiacchiere di una città di provincia, il caldo, le zanzare, la canottiera a pois, la laurea del buon e., i sandali alla schiava, la prof che non arriva, l'esame andato a puttane, le crisi esistenziali, i km da divorare e quelli solo da immaginare, barcellona, lui, lei, le zanzare le ho già dette vero?, chiudere gli occhi e avere le vertigini, rompersi le palle di msn, ignorare gli sms, ignorare tutto e soprattutto se stessi. birre. e ibiza. forse non sto tanto bene.
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giovedì, 19 luglio 2007, ore 01:41
che per ogni momento di felicità ci sono altrettanti bocconi amari da inghiottire. con l'unica differenza che questi sono pesantissimi, nonostante la tua patina di acida distanza. tanta birra in corpo e tutta offerta, il figapower lo chiamavamo in spagna, una vita fa, una ce fa, ora le stesse scene mi si ripresentano davanti con vomitevole lentezza, la distanza che dovrebbe toglierti il respiro forse non lo fa, e sei come una bambina a cui hanno appena tolto il giocattolo più divertente. in tutto questo, l'unica differenza è che forse per la prima volta so davvero cosa voglio. il problema è se voglio rischiare per prendermelo. che cazzo stai facendo. che cazzo stai facendo.
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martedì, 10 luglio 2007, ore 23:48
suonano i rem dalla stanza accanto, una canzone così, da un cd che viene direttamente da un'era fa, e io che quasi quasi sto ancora a chiedermi se le ere finiscono mai veramente, o se si incastrano dentro di te e ti mangiano ogni giorno un po' di innocenza. eppure i sorrisi ultimamente erano davvero puliti . that was just a dream. l'oroscopo dice che è il periodo dei grandi ritorni, cari amici del toro, l'avevo dimenticato fino a che non ci sono sbattuta dentro in pieno. il motivo per cui avevo iniziato a scrivere su questo spicchio inesistente di mondo si è incrociato con la mia vita, lasciandomi senza parole. niente è a caso- bisogna lanciarsi-è solo una questione d'atteggiamento- piccoli inutili mantra si ripetono incessantemente ma non mi portano mai da nessuna parte. questo è un blog a perdere.
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martedì, 24 aprile 2007, ore 02:31
beh, alla fine di tutto, sono sempre io che piango a dirotto ascoltando gli anni. anche se ora sono un'alcolista e bellissima e party girl.
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mercoledì, 17 gennaio 2007, ore 23:38
non so se sia il caso mettersi a scrivere qualcosa qui proprio ora, - in effetti mi fa un po' strano-, ma a volte (mi) succede di aver voglia di qualcosa senza perchè. anche se il qualcosa è uno schifosissimo blog, che ormai ha esaurito il suo scopo. è inutile tentare di spiegare cosa sono questi mesi vorticosi in poche righe, è rimasta immacolata persino la moleskine. una nuova essicazione, ma questa volta le parole si fanno da parte per lasciare spazio alla vita, alle risate, alle canzoni ridicole e a tanta di quella birra da farmi a volte un po' preoccupare. ma me la sto cavando ecco. nonostante le frangette tagliate in modo assurdo dalla coinquilina messicana e la koreana anoressica che mi sveglia ogni mattina con il vomito. mi sto riempiendo gli occhi di cose luminose, che siano le luci che avvolgono gli alberi sulla rambla o questo sole ostinato e pazzesco. o altri occhi luminosi. sto leggendo. sto passeggiando. sto ascoltando gli mp3 più belli. sto mangiando, mamma. sto comprando all star usate, chissà da chi. sto cucinando. ma soprattutto sto sorridendo. ecco solo questo.
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mercoledì, 18 ottobre 2006, ore 05:40
dopo sei mesi per la prima volta fa freddo con le all stars. ma per quanto mi sforzi (anche se in realtà non mi sono sforzata) non ci riesco proprio a dirlo in endecasillabi sciolti. lanciati lanciati lanciati. la scena è sempre la stessa, c'è una persona che capisce tutto in mezzo a tanti, magari anche non troppo gentili. ho pure scoperto che jentil non è una parola contemplata nella lingua spagnola, dopo un mese e mezzo che ne abusavo. ma qualche bambino diceva "chi è un poeta?" "chi inventa le parole". ma magari cazzo, magari. le cinque e mezza, sangria a non finire e un po' di droga nel mio corpo. alle otto lezione. imperdibile, ultimo giorno per consegnare un elaborato (spettacoloso, ovviamente). non devo addormentarmi non devo addormentarmi. piuttosto scriviamo su un blog. che i blog a volte scendono nella vita reale, con imbarazzo e timidezza. ma con una curiosità che non sentivo da tempo. anche solo per questo ne è valsa la pena. non mi manca niente se non la mia vasca da bagno. lui c'è ora più che mai e non so come prenderla, forse è vero che quello che cerco sono solo stimoli. nuovi stimoli. oppure il cantante dei velvet. da mann ai simpsons, da kierkgergaard (lo so che non si scriverà così) ad aldogiovanniegiacomo io volevo che qua una cosa così mi capitasse con un uomo. mi toccherà continuare ad aspettare e intanto inseguire la Bellezza, che a volte lo faccio anch'io.
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mercoledì, 27 settembre 2006, ore 02:12
sigarettina sul balcone. vincio e le stelle. forse anche qua può fare freddo.
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sabato, 23 settembre 2006, ore 16:31
torno a casa alle sette e metto nel cellulare la sim italiana e mi arrivano sms scritti nella serata da due ragazzi che mi pensano un po'. ognuno nel suo modo. (uno giusto e uno sbagliato, ovviamente). mi sveglio alle 3, rimetto la sim spagnola e mi arrivano sms da ragazzi spagnoli che vogliono uscire con me. che cazzo sta succedendo?
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sabato, 23 settembre 2006, ore 06:38
se qualcuno se lo si fosse chiesto (sarà italiano?), l'erasmus a barcellona è esattamente come lo descrivono. l'ho già detto che voglio avere 21 anni per sempre?
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martedì, 19 settembre 2006, ore 03:25
poi boh, è così facile stare bene con qualcuno che aspetta per te il tuo autobus prendendoti in giro che ti viene da chiederti dove sei stata tutto questo tempo.
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lunedì, 18 settembre 2006, ore 23:22
contenta. ma contenta senza rete.
tipo che cammino per strada sorridendo. tipo che a mezzanotte ho un appuntamento. tipo che ho comprato dei gins pornissimi. tipo che sono arrivata ad iscrivermi all'università ascoltando i dream theatre. tipo che faccio quasi tre piani di scale di corsa. (e poi muoio,ma vabbè). tipo che scendo le scale ridendo perchè ascolto i cure di friday I'm in love e non si può spiegare. tipo che scrivo sms in spagnolo. tipo che mi sento libera. tipo che mi sento io, davvero.
benvenuto rosso.
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domenica, 10 settembre 2006, ore 13:46
e così sono qua. a scrivere su un laptop non mio sdraiata a pancia in giu dal mio letto gigante a barcellona. ancora non ho realizzato di essere qua per restarci, ieri notte lungo la playa sembrava di essere nel cuore dell'estate, mentre si stava seduti in cerchio tra tedeschi messicani francesi a parlare con marocchini che ti volevano vendere cerveza e chocolate. un'altra vacanza dell'estate più bella della mia vita. solo un sms da casa mi fa stringere un po' lo stomaco, dalle mie amiche al concerto di elio. incomincio a realizzare che anche a casa le cose scorrono, nonostante la mia idea che là sia sempre tutto lo stesso da sempre. ma qua è un altro film. mi vengono i brividi sul tetto della pedrera di gaudì anche se fa caldissimo e un uomo mi rincorre lungo le scale mobili della metropolitana per avere il mio numero. si vive senza filtro qua. mi viene quasi da piangere alla fnac a vedere che i cd non costano più di 15 euro e non smetto di sorridere quando trovo nel programma del cinema zelig di woody allen. compro gli gnocchi buitoni e li faccio assaggiare alla mia coinquilina messicana che fa una faccia schifatissima, vengo svegliata dalla siesta dal cd di tiziano ferro in spagnolo che risuona dall'appartamento di fronte. mando sms in spagnolo alla mia nuova amica francese e cerco di spiegare al mio coinquilino che berlusconi non è fascista e che ai mondiali in korea non abbiamo protestato perchè avevamo perso ma perchè davvero ce l'avevano rubato. lui ride e dice alla koreana "Mira!Mira!es italiana!!". tsk.ora vado a farmi una pasta, ma solo per farmi prendere in giro ancora un poco.
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sabato, 19 agosto 2006, ore 01:57
warning emopost. cammino per la città deserta con i miei nuovi (nonchè stupendi, ovviamente)sandali alla schiava, reperiti in un angolo del salento dopo tre estati di ricerche e unici degni sostituti delle mie pulciosissime allstar e vorrei sapere come stare. sono giorni di saluti. la partenza si sta avvicinando e in effetti non ci credo. a volte penso che non sta succedendo realmente, a volte che è l'unica cosa giusta da farsi, a volte semplicemente non riesco a pensarci perchè sono un po' beh ecco terrorizzata. cerco di non guardare negli occhi nessuno per non scoppiare clamorosamente a piangere, il saluto diventa solo un abbraccio sotto la pioggia. accanto a una bicicletta, accanto a un poster gigante di superman, accanto alle pellicce, sì, quelle che sono solo in quella città, uno ad uno si staccano i fili con la realtà. però questa volta la burattinaia sono io.
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giovedì, 10 agosto 2006, ore 02:09
è un inutile giorno di mezza estate che si traveste da autunno e di nuovo c'è che ho un'habitacion in un piso da qualche parte a Barcellona. e anche tre coinquiline. (eh come spadruneggio la lingua)quello che volendo fa un po' specie è che ho fatto tutto senza uscire da questa stanza pulciosa. dio internet. a proposito di dio.. mentre flippavo per goooogle earth (sì lo so sono sempre sulla cresta dell'onda) pensavo che se c'è un dio, è naturale che si disinteressi di noi se quello che vede è una sorta di go(d)gle heart o universe. se dio c'è sta passando il tempo a guardare tutto con gli occhi a palla e un sorriso ebete stampato sul faccione. e una pruriginosa inquietudine dentro.
dopo l'angolo metafisico, arriva spazio pubblicitario. hanno inventato la vodka cioccolato e peperoncino. è una cosa incredibile.
giornata di nausea. spiegata ai miei come l'ennesimo fastidio da sindrome premestruale, in realtà postumi sonori. quella di ieri doveva essere una serata un po' tenera a guardare le stelle in collina. ovviamente vien giù il diluvio universale.(fattore S) (gioca gioca inquilino del piano di sopra con google earth e noi te ne siamo grati.) l'unica cosa fattibile in questi casi è alcolizzarsi. era un sacco che non bevevo per bere. tutte le ultime volte mi ero trovata ubriaca un po' per caso, un po' per sete. iniziare da un chupito è tutta un'altra cosa. dichiarata ufficialmente l'estate 2006 l'estate della birra, si gioca anche ad associare le forme dei boccali alle amiche. si gioca a freccette e si fa vincere qualcuno, proprio come facevano gli altri con noi quando eravamo meno alcolisti. si fanno vedere le foto porno fatte in vacanza ad un ragazzo conosciuto al bar, che ha la doppia disgrazia di chiamarsi francesco e di essere pelato. e il privilegio di vedremi ubriaca seduta vicino a lui. ci si abbraccia fino a cadere e ci si siede a gambe incrociate sul marciapiede. nel momento sms in cui tutte si propongono a un uomo a caso, io lancio via il cellulare e alzo la testa e mi immagino le stelle cadenti. non c'è nessuno a cui io voglia scrivere. e capirlo davvero è così bello. poi scrivo a uno studente di filosofia conosciuto sul treno (che può essere meglio che .. cit)e che non rivedrò mai più. accompagno qualcuna a pisciare nel parco ,che l'estate della birra ha i suoi effetti collaterali, in quel parco dove c'era stato un primo bacio tra due visioni opposte del mondo. falla tutta.
nessuno spazio per una conclusione triste. sono andata per la seconda volta in 4anni da una parrucchiera, questa volta a cas,o e mi ha tagliato la frangia gratis.ho scoperto che si legge davvero novella 2000 mentre si aspetta e mi sono ricordata che qualcuno di gentile c'è.
non è poi così male questa mezza estate.
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mercoledì, 02 agosto 2006, ore 21:56
eccomi di nuovo qua. come ogni ritorno, con qualche linea di febbre in più. (che, come dice mio papà, sono uno scricciolino) come ogni ritorno, con il cuore che scoppia un po'. questa volta con un pezzo di terra di sud-terra di confine che mi pizzica dentro. dieci giorni di musica, alcool a qualsiasi ora del giorno e della notte, sorrisi e qualche lacrima da lavare via con un bacetto, balli a piedi nudi, canne nella pubblica piazza, artisti di strada, cornetti crema E cioccolato ogni mattina, bagni nudi e concerti e falò e passaggi scroccati e serenate. il salento non è italia, è l'eden. tra amiche vecchie e nuove sorprese, tra spagnoli e guatemaltechi, tra salentini e romani mi stupisco nel vedere che mi fa più effetto un suo "come va?" di un "sei la donna con cui voglio passare la vita" che ho atteso per anni da qualcun altro. e questo mi fa benissimo. ma non è questo quello di cui volevo parlare. volevo provare a raccontare la sensazione di sentirsi parte di un mondo che è lo stesso per tutti, sia che tu sia una cantante di pizzica che va a fare le tourneè in giappone o un guatemalteco che fa treccine tutto il giorno o uno studente di archeologia di saragozza trapiantato a siena o uno studente di ingegneria di lecce o un vecchio salentino sessantenne.l'importante è che sei seduto qua con noi alle 6 di mattina dopo aver ballato tutta la notte e non vuoi nient'altro se non una brioche calda. perchè la vita è semplice, quando lo capisci. un abbraccio a tutti quanti voi passate di qua.
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mercoledì, 05 luglio 2006, ore 14:06
chi cazzo è arrivato qua cercando "gerontofilia a torino" ????
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mercoledì, 05 luglio 2006, ore 13:09
se pizza, birra, divano, sigarette e calcio sono il massimo della felicità vuol dire probabilmente che nell'ultimo mese mi sono trasformata in un uomo. avrei potuto dire anche "figa" per completare il quadro ma ancora le mie amiche non le vedo così. e meno male.
da sempre è amore per alex, e anche oggi. pronti a sostestenerlo anche se l'anno prossimo sarà contro il casalpusterlengo. [ah dio quanto sono l'italiana media.]
avvolgersi in una bandiera, il regalo di un uomo sbagliato, non è populismo ma emozione, se questo sorriso non se ne va. e poi pensare che sarebbe bellissimo che fosse sempre così, scendere in piazza e parlare con tutti e salire sulle cabine telefoniche a bere e sulle edicole a cantare abbracciati e essere schiena contro schiena con il tuo assistente di diritto internazionale che anzichè darti del lei ha il tuo stesso sorriso e canta le tue stesse canzoni. e saltare. questi giovani hanno troppa energia, dopo un litro di birra il mio saltare era semplicemente un nodding. (chissà perchè certe parole mi vengono solo in inglese). c'erano tutti ieri, dalla mia prima cotta a mio fratello che vuole partire per berlino, dalle mie amiche di sempre ai fighetti. mancava il mio uomooggetto, ed è stato un pensiero di un attimo. però così triste da aver bisogno di mandarlo via subito. scambiarsi uno sguardo e un sorriso con l'uomo più bello del mondo contro il muro di un bar è un altro piccolo attimo di felicità. aveva ragione nice, se era nice quello che parlava della festa come esplosione. o forse froid. piretto tu che ne sai aiutami.
un mese intenso, respirato dentro e non sputato su un blog. non è stato voluto, è semplicemente successo. un bacio e un abbraccio a tutti quelli che mi hanno aspettato. (?)
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martedì, 06 giugno 2006, ore 01:48
questa mattina davanti allo specchio mentre pettinavo i miei capelli nuovi ho sentito per la prima volta che la vita ha la pazzesca capacità di stupirti. tutto qua. sono io quella nella spirale ovale.
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sabato, 13 maggio 2006, ore 00:51
una pioggia inutile è caduta sui miei vent'anni e li ha lavati via, quasi inaspettatamente. ubriacarsi al sabato sera in un castello tra alpini e salamelle lacrime e baci è stato il dignitoso modo per salutarli. tra amici più o meno storici e abbracci con sconosciuti. tra dinamiche sempre uguali e cambiamenti profondi ci sono io stavolta. forse uno dei compleanni più belli. forse per tanti giorni in cui la solitudine sembra strangolarti alla gola ne arriva uno in cui tutto l'amore ti rimbalza addoso e non ti fa male. ho accolto i ventuno con fiocchi nei capelli e fiori di carta dietro alle orecchie, i chupiti preparati dal fratellino più fico del mondo -che lo scrivo solo perchè so che legge- nelle mani e la voglia di stare con gli altri tutta attorno. altri che per una volta si intende altri da me, e non altri da tutto questo, perchè tutto questo è quello che ho aspettato per anni.
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mercoledì, 03 maggio 2006, ore 01:12
mi avvolgo ancora nel cappotto, anche se è già maggio. mi capita di pensare che sarebbe bello se lui fosse qua, anche se è già maggio. (ma questo farò finta di non averlo pensato)
ci manca solo l'emopost all'una di notte. ma tant'è.
l'ultimo strascico opaco di vacanza se ne è andato, tra amici sorridenti e bicchieri di vino rosso. fatto di sere in cui un divano diventa meglio di una chiacchierata sotto la pioggia e di notti alle cinque e mezza a ridere sotto casa, di giorni in cui si cucina anche per qualcun altro, di sms non spediti e di persone non viste, di telefonate, anche dalla capitale. che alla fine, e dall'inzio, chi conta c'è sempre. domani mi sveglierò e mancherà una settimana esatta al mio compleanno. un giorno a caso per decidere di andarsene giusto per un po', tipo sei mesi, lontano da tutto questo. un giorno a caso per aver voglia di fermare i giochi e rimescolare le carte. un giorno a caso per decidere di smetterla di aspettare, e consumarsi nell'attesa. consciamente e con una sorta di perverso compiacimento. ci sono le persone che vivono aspettando qualcosa, le persone che vivono ricordando, e quelle che vivono e basta. di solito sono quelle che si ricordano. è un maggio che mi ha sputata qua, e sarà un maggio che mi lancerà lontano. senza filtro.
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